Donare il sangue non è solo altruismo

La prima volta che ho donato il sangue non me la dimenticherò facilmente. Così come non dimentico come ci sono arrivato a fare questo gesto. Sono un donatore “tardivo” perché ho iniziato a donare il sangue solo in età adulta avanzata. Sono stato (e in buona parte sono ancora ora) terrorizzato dagli ambienti sanitari: ospedali, cliniche e ambulatori mi creano disagio al solo pensiero. Per mia fortuna l’ospedale mi ha visto, oltre che alla nascita, solo poche volte nell’arco della mia vita (a contarle bastano le dita di una mano). Per cui recarmi in questi posti per me è stata sempre una piccola sofferenza, anche quando non ero io il diretto interessato. E non vi sto a raccontare poi il mio rapporto con aghi e siringhe, anche perché, lo so, cadrei nel ridicolo.

Questa premessa è solo per dire che conosco bene e sono perfettamente consapevole della paura (la vogliamo chiamare così?) di chi vorrebbe ma non riesce a superare questa debolezza per diventare un donatore di sangue. So anche che è un gesto semplice, semplicissimo ma molto difficile da fare se non si è convinti per primi. Non nego che mi ci sono voluti anni prima di donare il sangue e l’ho fatto solo quando ho deciso da solo, quando non è stato qualcuno ad accompagnarmi o a sostenermi. Al mio cervello c’è voluto un po’ di tempo (forse troppo) per metabolizzare l’idea, capire quanto fosse importante, decidere che era davvero stupido non farlo. La mia parte razionale ha dovuto superare la paura dell’ago, il sudore freddo del primo “pic” e il timore (infondato) di eventuali conseguenze fisiche.

Al mio cuore invece è bastato un attimo, dopo averlo fatto la prima volta, per capire che questo gesto è davvero bello e coinvolgente. Ricordo che dopo la prima donazione ero sollevato, lieve e felice così come non mi capitava da quando ero piccolo e segnavo il gol per vincere la partita. Sono stato davvero bene, in tutti i sensi. Ora, troverete un sacco di gente e un sacco di racconti che vi parleranno di come donare sangue sia un gesto che salva la vita di un altro essere umano, che sia solidarietà concreta, che risponde a un bisogno mai soddisfatto come è quello del sangue (serve alle trasfusioni ma anche per interventi chirurgici e terapie di alcune malattie). Ma la verità è che donare il sangue non solo altruismo. Farlo è un gesto che risponde per primo e, forse, soprattutto, al nostro bisogno di sentirci persone migliori, di essere capaci di un piccolo gesto “eroico”, di farci sentire “numeri 1”. Beh, diventate donatori di sangue e poi mi direte se son davvero queste le sensazioni.

PS: se sono stato convincente e volete diventare donatori il primo passo è quello di rivolgervi, per esempio, al centro AVIS più vicino a voi

Francesco Vernelli

Consulente per la comunicazione on line.

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