Leggere fa bene

leggere fa beneQuante volte vi è capitato di aver voglia di vivere un’avventura? Una storia affascinante e coinvolgente? Viaggiare in un’altra dimensione? Bene, potete farlo! Ed è semplicissimo: basta leggere un libro, meglio se un romanzo. Leggere un libro è una esperienza a cui diamo sempre più spesso un significato di mero svago, se non addirittura di inutilità. Invece rappresenta uno dei momenti in cui le nostre facoltà sono maggiormente sollecitate.

Ma quanto, noi italiani, leggiamo? Stando all’ISTAT non siamo proprio dei campioni. Nel 2014, oltre 23 milioni 750 mila persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2013, la quota di lettori di libri è scesa dal 43% al 41,4%. Quasi una famiglia su dieci (9,8%) non ha alcun libro in casa; il 63,5% ne ha al massimo 100. I “lettori forti”, cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 14,3% dei lettori, una categoria sostanzialmente stabile nel tempo. Potremmo fare meglio anche se la lettura è condizionata dalla condizione familiare (più leggo i genitori, più leggeranno i figli) e da quella geografica (al Mezzogiorno si legge meno che al nord).

Ma perché leggere potrebbe farci bene? Quando leggiamo non solo la nostra mente ma tutti i nostri sensi sono pervasi dalle sensazioni che il racconto che stiamo seguendo ci evoca. “Immergersi in un romanzo vuol dire entrare in altri mondi e vivere altre vite, ampliare le proprie prospettive, scoprirne di nuove e farle proprie, viaggiare nello spazio e nel tempo. Vuol dire, a storia terminata, provare ulteriori emozioni: appagamento, straniamento, nostalgia e perfino sollievo se la lettura si è rivelata, come può succedere, tanto immersiva quanto destabilizzante o disturbante scrive Annamaria testa nel suo blog. Sostanzialmente si attivano aree del nostro cervello che provocano le stesse sensazioni che abbiamo quando sperimentiamo realmente quello che leggiamo: per esempio la parola gelsomino evoca la stessa sensazione che proviamo quando abbiamo vicino e tocchiamo un gelsomino; come se potessimo sentirne ugualmente il profumo.

Se l’autore che leggiamo è particolarmente bravo nella sua arte, ci potrebbe accadere anche di “vivere” un’esperienza narrativa come se fosse reale, non una finzione: “i testi dei grandi autori sfidano il lettore trasportandolo in un contesto nuovo in cui sta a lui trovare la propria strada, colmando le lacune e immedesimandosi nei personaggi. Insomma: è il lettore a dover interpretare l’opera, facendola propria. In questa prospettiva, leggere non è “simulare”, ma vivere pienamente una nuova esperienza, proiettandosi nei panni e negli ambienti dei personaggi.” (sempre Annamaria Testa).

Dunque ora non vi resta che scegliere un bel romanzo (anche più di uno!) e immergervi nella lettura, profonda, per buona parte di questa estate. Volete qualche spunto? La settimana scorsa c’è stata la cerimonia del Premio Strega, uno dei più importanti premi letterari italiani. Il vincitore è stato La ferocia di Nicola Lagioia, ma vale la pena prendere in considerazione anche gli altri candidati: Come donna innamorata di Marco Santagata, La sposa di Mauro Covacich, Chi manda le onde di Fabio Genovesi, Storia della bambina perduta della misteriosa Elena Ferrante. Correte in libreria e buona lettura!

Francesco Vernelli

Consulente per la comunicazione on line.

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