La sorpresa non è diventare ricchi

Diventare ricchi può essere un buon obiettivo? L’obiettivo del lavoro è arricchirsi? I titoli dei giornali di questi giorni che esaltano (oltre misura direi) le vincite realizzate con gratta e vinci, lotterie e simili farebbero credere il contrario. Diventare improvvisamente e inaspettatamente ricchi è il sogno (o la chimera) di molti: tanto più se chi vince parte da una condizione di svantaggio (reddito modesto, disoccupazione, marginalità varie).

Non nego che quando affronto seminari con le scuole alla domanda fatta agli studenti “ditemi le 5 cose più importanti per voi del lavoro”, il denaro è sempre al primo posto. E non mi stanco nemmeno di dire che possiamo chiamare lavoro una cosa solo se in cambio riceviamo dei soldi perché ritengo che altri tipo di scambio (lavoro/visibilità, lavoro/esperienza, lavoro/formazione) siano dei surrogati. Ma questo non significa che il denaro sia la questione determinante del nostro lavoro e meno che mai della nostra vita.

Una cosa importante quando ci poniamo un obiettivo, tanto più se questo obiettivo è migliorare la nostra condizione, è costruire in maniera adeguata le nostre aspettative. Se comincio ad allenarmi oggi è impensabile che tra un mese possa diventare un campione olimpico di corsa, nuoto, scherma o qualsiasi altra specialità. E in alcuni casi devo rassegnarmi all’idea che potrò avere grandi soddisfazioni da quello sport ma non ne sarò mai un campione olimpico. Questo penso possa essere comprensibile e accettabile; quelli più bravi ne traggono comunque soddisfazione e felicità. Il motivo è che il sistema fatto di obiettivi-aspettative-risultati deve essere un equilibrio al cui centro ci siamo noi: non quello che pensano gli altri, non quello che detta la moda, non quello che vediamo nella pubblicità.

Ora: perché, invece, tendiamo a pensare che ci possano essere realmente scorciatoie facili per raggiungere un obiettivo come la ricchezza? E, siamo poi sicuri, che con quella raggiungiamo anche la felicità? Per esempio, come spiega questo articolo (in inglese), non è detto che la ricchezza possa essere un obiettivo soddisfacente (molte persone ricche non smettono di lavorare). Non sopporto invece l’idea che possa essere portata a esempio di riscatto sociale la vincita al gratta&vinci di un disoccupato: è una truffa, prima di tutti verso noi stessi se crediamo alla favoletta “del colpo di fortuna”. Non esiste, anche se tutto porterebbe a far credere il contrario. Non possiamo migliorare noi stessi e la nostra condizione se ci affidiamo al caso, se il nostro futuro lo immaginiamo come una sorpresa dell’uovo di Pasqua. La versa sorpresa non è diventare ricchi, ma scoprire di avere costruito con lenostre forze quello che volevamo.

Vi auguriamo una Pasqua piena di sorprese (vere)! Noi torniamo martedì, dopo le feste.

 

Francesco Vernelli

Consulente per la comunicazione on line.

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