Notizie fresche di bufala

bufaleSiamo i primi ad utilizzare internet per recuperare informazioni, notizie ed argomenti che poi riproponiamo o cerchiamo di rendere “fruibili” in maniera differenziata (e speriamo più ampia). Google, i social media, i blog e l’intero universo del web fatto dagli utenti generano una quantità di contenuti potenzialmente infinita. Il bello è che in questo modo abbiamo la possibilità di informarci su tutto e di farlo in maniera veloce ed immediata, senza confini, con la possibilità di scoprire cose nuove di cui non conoscevamo magari l’esistenza. L’aspetto meno confortante invece è che questo insieme di informazioni così vasto rischia di disorientarci, di farci perdere l’obiettivo principale delle nostre ricerche. E qualche volta anche di non trovare quello che cerchiamo. L’esempio che facciamo sempre è questo: provate a mettere su Google le parole “offerte lavoro Ancona”. Nel momento in cui scriviamo il motore di ricerca restituisce 822mila risultati: tanti, forse troppi per trovare quello che ci interessa veramente.

L’eccesso di informazioni porta con sé anche un altro rischio: quello di non riuscire a distinguere le informazioni “buone” da quelle che non lo sono, quelle utili da quelle poco interessanti. Questo accade per due motivi. Il primo è legato alla soggettività: non è detto ad esempio, che un’informazione utile per qualcuno possa essere considerata “spazzatura” da qualcun altro. Guardare video virali e divertenti potrebbe essere perfettamente inutile per molti di noi, mentre potrebbe essere fondamentale per chi si trovasse a doverne realizzare uno per pubblicità. L’informazione non è mai completamente oggettiva ed ha i suoi target di interesse.

C’è poi però un secondo motivo oggettivo: nel web gira un sacco di “mondezza”. Ci sono notizie, informazioni e documenti che sono più o meno palesemente falsi. Capita ormai con una certa frequenza di trovare notizie all’apparenza “intriganti” ma che sono bufale: raccontano delle cose che non corrispondono a verità. Il caso eclatante di questi giorni è quello di un rappresentante delle istituzioni che pensa di scusarsi per una gaffe indecorosa dicendo di aver letto la notizia su internet. Chiaramente la maggior parte delle persone ha pensato che il tipo in questione sia dotato di poca intelligenza (e noi non abbiamo elementi per dimostrare il contrario). Però, a parte la polemica sul caso, quante volte anche noi rischiamo di fare la figura degli imbecilli? Anche con cose di una certa serietà. Ad esempio su web circola in maniera convulsa la notizia che “Poste italiane assume!”: ciclicamente questo annuncio compare su siti web e post sui social media. Ma la verità è che se pensate di diventare postini, con un lavoro sicuro e vicino a casa rimarrete davvero delusi (nelle Marche al momento per esempio le Poste non cercano nessuno). Tra l’altro vi avvertiamo che la stessa cosa sta accadendo con Coop, il noto brand della distribuzione alimentare (ed anche in questo caso, ahinoi, si tratta di una bufala; perlomeno al momento).

Un servizio come l’Informagiovani dovrebbe aiutarvi anche in questo, nel cercare di capire se quello che si trova in giro e che ci può interessare è qualcosa di vero o di falso. E non sempre è così facile fare questa distinzione, perché i casi non sempre sono così evidenti come quelli che abbiamo citato qui sopra. Però oggi apprendiamo che anche Facebook (piattaforma nella quale certe false notizie possono circolare in maniera esponenziale ed incontrollata) ha deciso di porre rimedio in qualche modo alla cosa: “Per ridurre la circolazione di questi post, abbiamo fatto in modo che il flusso tenga conto di quanta gente segnali un dato post come “bufala” e di quanti utenti lo cancellino, dopo averlo pubblicato. Questo significa che un post segnalato da molte persone come una “bufala” – o che molte persone hanno cancellato – subirà una riduzione della sua circolazione sulle sezioni Notizie degli utenti“. Però tutti noi abbiamo un’arma in più rispetto a Facebook: la nostra capacità critica e la nostra abilità di verificare le notizie dovrebbero riuscire a metterci al riparo dalla maggior parte delle false notizie. E poi, possiamo sempre fare confronti, verifiche e cercare informazioni affidabili insieme: basta che passate a trovarci

Francesco Vernelli

Consulente per la comunicazione on line.

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