Il Servizio civile universale

E’ già partito il procedimento di presentazione dei progetti di servizio civile universale da parte degli enti accreditati, che accoglieranno i volontari a partire dal prossimo anno.

Il servizio civile universale è l’evoluzione del servizio civile nazionale, di cui mantiene le caratteristiche fondamentali, ma con alcune variazioni e aggiunte.

Saranno ammessi a partecipare al servizio civile universale, senza distinzioni di sesso, i cittadini italiani, i cittadini di Paesi dell’UE e gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, tra i 18 e 28 anni.
Per i cittadini stranieri è stato precisato che l’ammissione al servizio civile universale non costituisce presupposto per il prolungamento della durata del permesso di soggiorno.

Alcune novità si trovano per quanto riguarda i settori nei quali sarà possibile realizzare il servizio civile universale. Oltre ad assistenza, protezione civile e patrimonio storico, artistico e culturale, promozione della pace tra i popoli, della non violenza e dei diritti umani (già presenti nel vecchio servizio civile nazionale) troviamo:
– patrimonio ambientale e riqualificazione urbana;
– educazione e promozione culturale e dello sport;
– agricoltura in zona di montagna, agricoltura sociale e biodiversità;
– promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero.
Altre importanti novità sono la possibilità di partecipare ad un servizio civile che ha una durata tra gli 8 e i 12 mesi (rispetto a prima, quando tutti i progetti duravano 12 mesi) e di poter svolgere un periodo di 3 mesi del servizio civile in un paese dell’UE.

Qui c’è da fare una distinzione tra il servizio civile universale svolto in Italia, che può comprendere questa possibilità, e il servizio civile universale svolto all’estero, che può realizzarsi in un paese UE o extra UE.

In alternativa ai 3 mesi di servizio all’estero, i giovani volontari potranno usufruire di un servizio di tutoraggio per l’inserimento lavorativo della stessa durata, anche attraverso convenzioni stipulate da Stao, Regioni e provincie con associazioni di imprese private, di cooperative e con altri enti senza finalità di lucro.

Ma fare il volontario significa lavorare gratis? Certo che no!
Come in passato, ai volontari verrà riconosciuto un assegno mensile di 433,80 euro (l’aggiornamento in base ai dati Istat dovrebbe essere biennale, ma per il prossimo anno molto probabilmente sarà confermato questo importo) esenti da imposizioni tributarie e non imponibili ai fini previdenziali. In aggiunta, agli operatori in servizio all’estero viene fornito vitto, alloggio e assicurazione sanitaria.

A tutti i volontari viene inoltre fornita una formazione di almeno 80 ore durante il periodo di volontariato, sia sul servizio civile in generale che sulla settore specifico di svolgimento del servizio.

Infine, le università possono riconoscere crediti formativi a favore degli operatori volontari che hanno svolto attività di servizio civile universale rilevanti per la crescita professionale e per il proprio curriculum di studi.

E quindi, scegliendo bene il progetto e l’organizzazione presso cui svolgere il servizio civile, c’è solo da guadagnarci! Ma quando uscirà il bando rivolto ai giovani? Difficile dirlo, ma non prima dei primi mesi del 2018: appena lo sapremo, diffonderemo la notizia attraverso tutti i nostri canali di comunicazione.

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